Il Coronavirus come si trasmette? È la cosa più importante da sapere per prevenire il contagio. Rimanere a casa tutto questo tempo ha fatto diminuire i contagi e questa è la prova che il distanziamento sociale funziona. Il prossimo passo sarà quello di tornare gradualmente ad uscire e sarà compito di tutti proteggersi e tutelare gli altri per evitare una nuova esplosione del contagio.
Per difendersi è importante sapere come il virus si comporta. Abbiamo chiesto al Dott. Guido Blaas di aiutarci a distinguere le informazioni attendibili da quelle che non lo sono. Di spiegarci come il virus si diffonde e quali atteggiamenti adottare per impedirlo.
Il Dott. Blaas è il direttore sanitario del nostro centro ed ha una specializzazione in malattie infettive. Le sue conoscenze in materia gli permettono di avere una visione d’insieme più chiara della situazione e di distinguere le notizie autorevoli da quelle che non lo sono. Quello che ci spiega sul Coronavirus proviene da fonti mediche e scientifiche: OMS, ISS ed esperti virologi di grande fama.
Insieme a lui abbiamo fatto un riassunto delle cose importanti da sapere:

Il fatto è che questo virus era sconosciuto fino a che non ha creato l’emergenza sanitaria. Quindi siamo in una fase di studio. Ci sono tante ricerche in atto per scoprire di più ed escludere o confermare alcune ipotesi su come si trasmette il Coronavirus. Per ora quello che dobbiamo fare è distinguere l’evidenza scientifica (quello che è certo) da quello che è ipotizzato ma non ancora confermato. Sono talmente tante le ipotesi che, se le assumessimo tutte come vere, si creerebbe una gran confusione e non sapremmo più come comportarci.
Ad oggi, le evidenze (scientificamente provate) su come il virus si trasmette sono due: una riguarda il contagio semidiretto e l’altro quello indiretto.
La trasmissione principale del virus avviene tramite i droplets. Sono delle goccioline che provengono dall’apparato respiratorio di un paziente infetto e che possono propagarsi fino al metro di distanza quando la persona parla ma si possono diffondere anche a 4 5 metri in alcune situazioni come tosse, starnuti, attività fisica.
Queste goccioline sono veramente molto piccole, misurano 5µm di diametro o poco più. Per capirci 1 µm (micrometro) equivale ad un milionesimo di metro o un millesimo di millimetro. Conoscere la dimensione di queste particelle torna utile quando si deve scegliere una mascherina. Dopo ne parleremo.
Stando a quanto comunica l’Istituto Superiore di Sanità nel rapporto ISS COVID-19 n. 2/2020 Rev, i droplets restano sospesi nell’aria per poco tempo e poi tendono a depositarsi. Il contagio avviene se le goccioline infette vengono inalate o entrano in contatto con le mucose dell’individuo recettivo.
Si esatto. La seconda evidenza a proposito di “Coronavirus come si trasmette” è che il contagio può avvenire anche attraverso il contatto con le superfici se su queste si sono depositate le secrezioni di un paziente contagiato. Sappiamo infatti che il virus sopravvive per un po’ di tempo sulle cose ma non sappiamo ancora esattamente per quanto tempo.
Le fonti parlano di un intervallo tra le 48 ore fino a più di una settimana. Dipende da diversi fattori fra cui il materiale e non lo si sa precisamente per tutte le superfici. Su plastica e acciaio il tempo medio indicato è di 3 giorni, sul cartone di 1 giorno. In ogni caso più il virus sta lì più perde aggressività.
È ovvio che queste tempistiche così vaghe lasciano il tempo che trovano nella pratica. Però sapere che ci si può contagiare anche indirettamente spiega perché è così importante lavarsi spesso le mani ed evitare di toccarsi il viso. Se tocchiamo una superficie infettata ma ci laviamo bene bene le mani prima di toccarci il viso, il virus non arriverà alle nostre mucose e non saremo contagiati.

Diciamo che non è documentato che il Coronavirus resta nell’aria ma è possibile probabilmente per un periodo breve. È quindi prudente comportarsi come se fosse possibile. Per prudenza di intende l’uso delle mascherine specie negli ambienti pubblici anche se si rispetta la distanza di sicurezza.
L’unica cosa che sappiamo per certo è che le particelle del virus possono propagarsi oltre il metro di distanza in caso di aerosol. Si tratta di un fenomeno che si verifica solo in ambienti sanitari durante alcune procedure specifiche, per esempio intubazione, tracheotomia, ventilazione forzata.
L’ISS in una comunicazione ufficiale ha specificato tutte queste cose, aggiungendo anche che lo studio del virus è in continua evoluzione. Domani potremmo scoprire qualcosa che oggi non sappiamo. A quel punto dovremo adeguare i nostri comportamenti.

Questo è un tasto delicato. La mascherina va messa ma non è così facile da reperire. Solo pochi modelli sono stati certificati ma in televisione ci dicono di coprirci anche con un foulard se non abbiamo altro.
Diciamo che ognuno deve fare del suo meglio per tutelarsi. Una protezione non certificata è pur sempre meglio di niente. Detto ciò, in un immaginario ideale tutti dovrebbero disporre delle mascherine chirurgiche, che vanno bene per l’uso comune.
Al personale medico e alle persone più a rischio invece sono riservate le ffp2 o ffp3. La scelta del dispositivo da usare dipende dal grado di rischio a cui la persona è esposta, per il tipo di attività che svolge. Anche in ambito medico non tutte le situazioni richiedono l’utilizzo di ffp2/3.
La mascherina chirurgica è quella classica azzurra. È adatta all’uso comune perché limita la diffusione di particelle potenzialmente infettanti. È definita la mascherina altruista perché protegge gli altri ma non chi la indossa. Quindi chi porta la mascherina chirurgica non emana all’esterno il virus ma non è totalmente protetto da individui infetti.
La mascherina chirurgica è un ottimo mezzo di contenimento della pandemia se viene indossata da tutta la popolazione. Il problema della mascherina chirurgica è riconoscerla da tutti gli altri modelli simili o uguali che però non hanno tutte le certificazioni del caso e non garantiscono la protezione necessaria. Qui bisogna stare molto attenti, soprattutto se si acquista online.
Le ffp2 e ffp3 filtrano rispettivamente il 95 e il 98/99% delle particelle con un diametro fino a 0,6 µm sono quindi dotate di una elevata capacità protettiva in entrata ed in uscita. Quelle con la valvola non filtrano però in fase espiratoria e quindi non impediscono l’eliminazione del virus.
La maggiore capacità di protezione e filtraggio di queste mascherine le rende anche molto meno confortevoli da portare, soprattutto per lunghi periodi. Questo è un motivo in più per usarle solo quando necessario e dare la precedenza a chi ne ha veramente bisogno.

No decisamente no. L’uso della mascherina ha senso se è corretto e se è accompagnato da tutte le altre misure preventive consigliate.
Prima di tutto la mascherina deve coprire sia la bocca che il naso e deve aderire bene. Bisogna lavarsi bene le mani prima di metterla e poi non toccarla più fino al momento di toglierla. Meglio toccare sempre solo gli elastici e custodirla in un luogo pulito e non a contatto con altre cose su cui potrebbe essersi depositato il virus.
Oltre a questo dovrebbe essere cambiata tutti i giorni se si usano le monouso. Una chirurgica monouso indossata per due, tre, quattro giorni perde la sua funzione.
Se non se ne hanno abbastanza per cambiarla quotidianamente si può pensare almeno di sanificarla. Ci sono alcuni video sul web che spiegano come fare ma attenzione alla fonte. Alcuni non sono proprio attendibili.
Insieme all’uso della mascherina è importante lavarsi spesso le mani e magari usare i guanti quando siamo fuori casa. I guanti vanno sempre tolti al contrario, altrimenti si rischia di toccarli dove il virus si è depositato e perde senso metterli.
Un’altra buona abitudine, per chi ne ha la possibilità, è lasciare scarpe e giacche in un luogo adibito prima di entrare in casa. Inoltre, ma questo vale sempre, non tenere in casa gli stessi abiti con cui siamo stati fuori.
Ancora, è consigliabile disinfettare imballaggi e scatoloni e lavare molto bene frutta e verdura. Tutte queste abitudini insieme al rispetto delle distanze possono ridurre molto il rischio di contagio.
D’altronde sono comportamenti logici per chiunque abbia ben chiara la modalità di contagio, sia semidiretto che indiretto. Per questo l’informazione corretta è di fondamentale importanza.
Ogni giorno ne esce una nuova e spesso una cosa sembra contraddire l’altra. In questa prima fase di studio del virus la migliore cosa che si può fare è saper distinguere il certo dal forse e applicare al certo razionalità, buon senso e prudenza.