cura incontinenza maschile con poltrona tesla care

Incontinenza urinaria dopo prostatectomia o ipertrofia prostatica benigna

Attualmente si parla molto di incontinenza urinaria femminile, nonostante anche l’uomo possa sviluppare problematiche legate alla perdita non volontaria di pipì. Nell’uomo l’incontinenza urinaria può presentarsi soprattutto dopo l’intervento di prostatectomia e in caso di ipertrofia prostatica benigna.

I dati indicano che nel soggetto maschio giovane, attivo, magari anche sportivo le percentuali di incontinenza sono bassissime, mentre invece è più probabile che la giovane donna, pur sportiva, possa presentare incontinenza. Anche in età anziana secondo le statistiche la percentuale di incontinenza urinaria nel maschio è molto inferiore rispetto a quella nella donna.

Questa differenza è anche dovuta ad un fattore anatomico. Il sistema urinario maschile infatti protegge maggiormente l’uomo dallo sviluppare incontinenza urinaria. Il maschio ha un’uretra con un decorso non rettilineo e più lungo rispetto alla donna, ha inoltre la prostata, ghiandola posta a sostegno della base della vescica e strettamente legata ad un sistema muscolare sfinteriale non volontario, il cui compito è quello di non far uscire la pipì quando non si vuole.

Dati a parte, anche se i casi di incontinenza urinaria nell’uomo anziano sono numericamente inferiori, ciò non significa che non si debbano considerare e che non sia ugualmente importante fare informazione su questo tipo di disturbo maschile.

Cosa causa l’incontinenza urinaria nell’uomo?

 

La causa principale di incontinenza urinaria maschile va ricercata proprio nella prostata, o meglio nell’intervento di prostatectomia radicale eseguito in caso di adenocarcinoma prostatico.

Attualmente l’innovazione chirurgica nel campo urologico  sta portando ad interventi robot assistiti sempre più conservativi, con accessi minimi e con risparmio dei tessuti circostanti.

Tuttavia l’asportazione della prostata comporta la perdita della funzione di sostegno data dalla ghiandola stessa, una riduzione della lunghezza dell’uretra, ma soprattutto la perdita di quel  tessuto muscolare intrinseco alla prostata che ha l’importante ruolo di regolare la fuoriuscita dell’urina.

Pertanto si stima che almeno il 14-20% degli uomini post prostatectomia sviluppino incontinenza urinaria da sforzo più o meno grave.

Come si cura l’incontinenza urinaria post-intervento?

Visita specialistica per incontinenza urinaria maschile

 

La riabilitazione risulta di fondamentale importanza per il recupero della continenza. Se da una parte infatti si perde un sistema sfinteriale, dall’altro l’uomo è dotato di un pavimento pelvico costituito da muscoli volontari il cui ruolo è anche quello di garantire la continenza. Compito della riabilitazione sarà quindi risvegliare questi muscoli, potenziarli e insegnare alla persona affetta da incontinenza ad usarli.

Oggi fortunatamente esistono apparecchiature davvero avanzate, in grado di stimolare i muscoli del pavimento pelvico in maniera non dolorosa e non invasiva. Nel nostro centro ad esempio, dove abbiamo una équipe specializzata in questo tipo di patologie, eseguiamo percorsi di riabilitazione del pavimento pelvico con la Poltrona Tesla Care, che grazie ad un campo magnetico ad alta intensità pulsato, agisce sul paziente senza bisogno di farlo spogliare e senza l’uso di fastidiose sonde.

Il trattamento con la poltrona elettromedicale Tesla porta risultati altamente significativi senza creare alcun disagio al paziente. La poltrona provoca una contrazione massiva e selettiva della muscolatura del pavimento pelvico e il paziente può contribuire ad assecondare le contrazioni per ottenere risultati ancora migliori, stando seduto sulla poltrona senza doversi spogliare.

Le sedute durano 20 minuti l’una e trascorrono con la totale serenità del paziente. Generalmente si parte con una frequenza di tre sedute alla settimana per poi ridurre a due.

C’è modo di prevenire l’incontinenza post intervento di prostatectomia? 

Arrivare all’intervento chirurgico di prostatectomia con una muscolatura del pavimento pelvico allenata aiuta a favorire e velocizzare il recupero post intervento. Se si lavora prima infatti l’uomo saprà già utilizzare la propria muscolatura pelvica e questa sarà ben allenata anche quando la prostata non ci sarà più.

Per questo motivo eseguire un ciclo di riabilitazione del pavimento pelvico prima dell’intervento è molto importante per rendere il recupero post-chirurgico più rapido e permettere al paziente di tornare a sentirsi a suo agio in tempi brevi.

Incontinenza urinaria e ipertrofia prostatica benigna

come prevenire incontinenza maschile

Nell’ipertrofia prostatica benigna la stessa prostata, così importante per la continenza maschile, diventa causa stessa del problema crescendo troppo e diventando quasi un tappo che ostruisce la fuoriuscita dell’urina. La vescica di conseguenza deve contrarsi di più, e alla lunga si irrita contraendosi troppo e troppo spesso. Ecco che quindi il paziente lamenta la necessità di spingere per fare pipì, riferisce di aver un mitto debole, di perdere alcune gocce nel post minzione, di dover andare in bagno spesso anche di notte (nicturia) magari per fare solo poche gocce.

In seguito all’intervento di TURP i sintomi possono attenuarsi ma talvolta può persistere l’urgenza o la fastidiosa nicturia, essendo ormai la vescica irritata anche in assenza del “tappo” prostatico.

Cosa fare in caso di ipertrofia prostatica benigna? 

specialista in riabilitazione del pavimento pelvico

Consigliamo assolutamente di rivolgersi ad un professionista. Il problema difficilmente si risolverà da solo e i risultati migliori si ottengono con una presa in carico precoce.

Anche in questo caso una corretta riabilitazione può dare effetti molto positivi e ripristinare la corretta fisiologia, sempre in modo non doloroso e non invasivo con la Poltrona Tesla Care.

È importante però considerare che non siamo tutti uguali, ogni persona a parità di intervento chirurgico può presentare un quadro clinico diverso. Fondamentale sarà quindi una corretta valutazione del paziente. Durante la prima visita si raccoglieranno informazioni sull’intervento eseguito, sui sintomi lamentati, ma anche sullo stile di vita e le abitudini del paziente. Solo in questa maniera sarà possibile eseguire la miglior riabilitazione.

Nel nostro centro la prima e scrupolosa valutazione specialistica viene svolta dalla Dott.ssa Federica Trento, medico chirurgo specialista in fisiatria con master in riabilitazione del pavimento pelvico. La dott.ssa Trento è la coordinatrice del team che si occupa della branchia uro-ginecologica.