Le patologie muscolo-tendinee sono in continuo aumento. La vita sedentaria, l’assenza di attività fisica o l’inadeguata preparazione a svolgere uno sforzo massimale, l’intensità degli allenamenti connessa allo stress agonistico e la carente preparazione metabolica possono portare la persona comune o l’atleta a subire una lesione grave e molto dolorosa.
 
Esse ha incontrato il team Magalini Medica per ottenere chiarimenti e consigli al fine di evitare di incorrere nelle patologie muscolo-tendinee.
 
Quale casistica avete potuto osservare a riguardo di tale patologia?
Abbiamo osservato che la maggior parte delle lesioni da sovraccarico si verifica in assenza di contatto esterno. Può avvenire durante un movimento isolato, come una propulsione ad alta velocità di contrazione delle fibre muscolari, oppure durante la fine di un movimento a grande raggio che viene frenato bruscamente. L’80% circa è rappresentato da strappo di 1°-2° grado, colpisce maggiormente il ventre muscolare o la giunzione tra muscolo e tendine e si manifesta spesso verso la fine della competizione.
 
A cosa è imputabile la lesione?
E’ dovuta a una serie di fattori. Innanzitutto una ridotta estensibilità del muscolo, associata a una mancanza di controllo da parte del cervello dei movimenti veloci e un’instabilità del bacino che porta eccessive contrazioni dei muscoli degli arti inferiori. Influisce anche un’eccessiva pressione emozionale da prestazione e una scorretta alimentazione che non garantisce un buon apporto di ossigeno e nutrimenti e che determina un affaticamento precoce.
 
Anche lo stile di vita molto sedentario crea questi problemi?
Certamente. Gli squilibri posturali dovuti alla sedentarietà, alla ripetizione assidua del gesto sportivo, all’appoggio plantare non regolare sia nella camminata che nella corsa e alle problematiche a carico dell’occlusione dentaria possono generare una usura con micro-lesioni e infiammazioni del tendine o dell’inserzione del tendine sull’osso. Annoveriamo infine tutti i traumi diretti, come un calcio sferrato a un muscolo, che generano la lesione.
 
Quali sono gli esami clinici che vengono effettuati a seguito del trauma?
In base alla descrizione del tipo di trauma, dei sintomi presenti e in seguito a test clinici specifici si può ipotizzare l’entità della lesione. Questa sarà poi confermata da un accurato esame ecografico da non effettuarsi prima di 48-72 ore, onde evitare esiti negativi falsi. In base alla sua gravità si denominerà come contrattura, stiramento o strappo. Sarà così identificata il tipo, la sede, l’estensione e la profondità della lesione, la presenza o meno di edemi o ematomi intramuscolari. A questo punto sarà possibile impostare un adeguato intervento riabilitativo.
 
Cosa si deve evitare assolutamente di fare a seguito dell’infortunio?
È altamente sconsigliato effettuare un trattamento manuale (massaggi, manipolazioni, stretching), o qualsiasi applicazione di calore, senza prima aver accertato la possibile presenza di un danno; questo per evitare l’instaurarsi di complicanze (falda liquida, fibrosi post-traumatica, cisti siero ematica, calcificazioni o miosite ossificante) che ritardano la guarigione, rallentano la prestazione del muscolo e aumentano il rischio di recidive.
 
Come intervenire allora nell’immediato?
Nei primi 2/3 giorni è necessario guidare il processo infiammatorio per favorire i processi di riparazione e rigenerazione dei tessuti lesi. Innanzitutto riposo, camminare con stampelle, applicazione di ghiaccio 15 minuti ogni 1-2 ore, compressione con un bendaggio con fascia elastica, mantenere l’arto in posizione elevata. Molto utile in questa fase la terapia Laser ad alta potenza (Nd-Yag) che, senza produrre calore endogeno, ha una decisa funzione antidolorifica.
 
E come proseguire dopo la fase acuta?
Una volta che l’ecografia ha definito l’entità della lesione, si può impostare la relativa tipologia di intervento riabilitativo. Se si tratta di una contrattura si deve aiutare il muscolo ad eliminare le sostanze tossiche (radicali liberi) derivanti dal sovraccarico (lesioni muscolari eccentriche) attraverso impacchi di argilla, impacchi caldo-umidi, ipertermia, tecarterapia, massaggio decontratturante, antiossidanti naturali per via orale (curcumina, ecc.). Poi al 5° giorno si inseriscono esercizi di contrazione eccentrica (il muscolo resiste all’allungamento) e lavoro aerobico di resistenza (corsa). Per lo stiramento non si effettuano subito terapie di calore (come ipertermia) per evitare lo stravaso ematico; ridurre gli alimenti acidi per non favorire l’infiammazione; effettuare un blando massaggio sopra la zona di lesione. Solo all’8° giorno, quando i processi di cicatrizzazione sono in atto, inserire il massaggio profondo, lo stretching mantenuto per allungare la cicatrice, gli esercizi eccentrici ed il lavoro aerobico (blanda corsa). Infine al 15° giorno si possono inserire esercizi esplosivi con contrazioni rapide e rieducazione sport-specifica.
 
E per quanto riguarda lo strappo?
Si tratta di lesione grave quindi si deve mantenere il bendaggio fino al 5° giorno, per favorire il depositarsi delle sostanze cicatrizzanti. Si aiuta il riassorbimento dell’ematoma con argilla, laser, linfodrenaggio,tecarterapia senza calore, e consigli alimentari. Passata la settimana si inizia con un massaggio decontratturante a monte ed a valle della lesione e terapie di calore per vascolarizzare e apportare ossigeno. Dopo due settimane si guida la corretta cicatrizzazione con massaggio profondo, stretching mantenuto (anche 20 minuti), esercizi eccentrici, lavoro aerobico (blanda corsa), idrokinesiterapia e si effettua una ecografia di controllo per monitorare i processi riparativi. Tra il 35° e il 45° giorno di inseriscono esercizi esplosivi con contrazioni rapide, rieducazione sport-specifica e rientro in campo.
 
Magalini Medica mira, oltre che alla cura delle lesioni, alla loro prevenzione…
Proponiamo un programma preventivo specifico da adottare nel periodo estivo (durante la preparazione fisica) e da mantenere periodicamente pure durante l’anno. Semplici accorgimenti mirati possono diminuire molto tali danni. Educhiamo gli atleti e i pazienti ad eseguire movimenti dinamici ai gradi massimi (per rendere malleabile il muscolo e mobilizzare il sistema nervoso), esercizi con contrazioni eccentriche e pliometriche, stabilizzazione del bacino e recupero dell’equilibrio (propriocettività), correzione raffinata del gesto atletico specifico, cura alimentare, detossinazione epatica e carico glicemico adeguato.
 
 
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