Le piste sono innevate da tempo e gli impianti, tirati a lucido, funzionano a pieno regime per accogliere al meglio gli appassionati di sport invernali. Piste per la discesa, per lo snow, il fondo o per il pattinaggio sul ghiaccio, non c’è che da scegliere. Per gustare appieno l’attività sportiva sulla neve, senza farsi male, basta seguire alcune semplici regole. La prima: arrivare preparati. Parola del dr. Enrico Sartorello, direttore della Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia del San Bassiano ed ex rugbista della Benetton Rugby (ha vinto uno scudetto nel Torneo Nazionale di serie A, nel 1979): “Sarà per questo che sono diventato ortopedico…” confessa simpaticamente. Il dr. Sartorello è il punto di riferimento dei più grandi campioni del mondo dello sport di oggi e di ieri.
 
Dr Sartorello, quali i principali rischi sulle piste da sci?
“I problemi maggiori, quando si parla di sci, riguardano le lesioni dei legamenti del ginocchio. In particolare dei legamenti collaterali e dei crociati.”
 
Cosa succede ai legamenti?
“Si tratta di lesioni causate dai movimenti di torsione del ginocchio, che nello sci sono a volte esagerati per via del lungo braccio di leva dello sci stesso e della velocità che si può raggiungere. Il rapporto tra leva e velocità agisce direttamente nel ginocchio (la caviglia è bloccata dallo scarpone) e scarica tutta l’energia sui legamenti, che sono gli elementi stabilizzatori delle nostre articolazioni.”
 
Cosa comporta la rottura dei legamenti?
“Un ginocchio con i legamenti rotti è instabile. Si interviene sostituendo completamente il legamento (con intervento in artroscopia, quindi senza incisioni cutanee). Il neo legamento può essere prelevato dal tendine rotuleo, o dai tendini della zampa d’oca (presenti nel ginocchio) o da trapianto biologico, attraverso un tessuto prelevato da cadavere.”
 
Tempi di guarigione?
“L’intervento richiede un paio di mesi di riabilitazione, nell’arco di 5 mesi si può riprendere anche l’attività agonistica.”
 
Sport sulla neve: chi sono i soggetti più esposti al rischio di rottura dei legamenti?
“Tutti devono essere preparati all’esercizio fisico che intendono fare, soprattutto sulle piste da sci. E in particolare le persone di età compresa tra i 40 e 60 anni, che per vari motivi sono fuori allenamento, ma hanno ben conservata nella loro memoria l’esuberanza del gesto tecnico che avevano un tempo. Queste sono le persone i cui legamenti rischiano di più. Va detto che, statisticamente, la causa più frequente di incidenti da sci, è data dall’alta affluenza e dalla densità di persone sulla stessa pista, con un inevitabile aumento delle possibilità di scontri e incidenti tra sciatori.”
 
E i bambini?
“Generalmente i bambini non hanno una grossa traumatologia. Sono più elastici, più abituati a cadere, più protetti a livello di attrezzatura rispetto agli adulti.”
 
Oltre al ginocchio, quale altra parte è maggiormente esposta in caso di cadute?
“Sicuramente i polsi. La frattura al polso è tipica da caduta su ghiaccio. Alcune volte è grave, perché è una frattura articolare e poliframmentaria. In questo caso necessita di trattamento chirurgico di ricostruzione. I risultati di ricostruzione articolare, per quanto perfetti, comportano una certa rigidità che compromette la funzione del polso.”
 
Cosa vuol dire arrivare “preparati” sulle piste?
“Vanno considerati due aspetti: il livello motorio e quello cardio-circolatorio. Nel primo caso ci si deve allenare mesi prima, con 2 sedute a settimana, fare stretching in allungamento per i muscoli e stretching per le articolazioni, così da supportare meglio allungamenti e possibili distorsioni. Bisogna potenziare e tonificare la massa muscolare per poter essere più potenti e reattivi. Il tutto con semplici esercizi di pesi in palestra, ma anche correndo o camminando velocemente (es. la marcia). Durante lo sforzo fisico la maggiore richiesta di sangue da parte dei muscoli porta ad un aumento del battito cardiaco e della gittata cardiaca. Il cuore è un muscolo e può essere allenato con esercizi fisici che lo portino per pochi minuti tra 120 e 150 battiti, alternati a periodi di riposo dove il cuore ritorna sotto i 120, alternado le due fasi. Una buona attività può essere allora fare cyclette o andare in bici in leggera salita, una corsa alternata a camminate, all’aperto o sul tapis roulant.”
 
Cosa consiglia, infine, agli appassionati di sport invernali?
“Lo sci è uno sport ed è divertente, ma per fare sport ci si deve allenare. E l’allenamento deve essere proporzionale allo sforzo che si prevede di affrontare. Più alta è l’età, più lunga e meno intensa deve essere la preparazione.”
 
 
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