A colloquio con il Dott. Claudio Khabbazè, chirurgo specialista in Ortopedia e Traumatologia del “Policlinico” di Abano e della “Magalini Medica” di Bassano del Grappa.
 
La chirurgia applicata al ginocchio, negli ultimi anni, ha fatto notevoli progressi. Parola del dott. Claudio Khabbazè, chirurgo ortopedico dell’Equipe del Dott. Roberto Nardacchione, presso il centro di eccellenza di Chirurgia del Ginocchio del “Policlinico” di Abano Terme, nota come una delle realtà specialistiche più interessanti nell’area del triveneto, con circa 650 interventi di protesi effettuate in un anno, 700 operazioni di chirurgia ricostruttiva dei legamenti e 1.000 interventi di chirurgia artroscopica.
“Le tecniche d’intervento sono sempre più avanzate e i materiali utilizzati altamente innovativi – precisa il dott. Khabbazè - Oggi la chirurgia del ginocchio permette di ottenere risultati eccellenti, spesso garantendo al paziente un recupero totale, in tempi sempre più ridotti.” E precisa:“Fondamentale è la riabilitazione.” Lo abbiamo incontriamo alla “Magalini Medica” di Bassano del Grappa, dove opera dal 2003. La struttura polispecialistica di Via San Marco, che svolge la sua  pluriennale attività anche nei campi della diagnostica e della medicina sportiva, mette a disposizione le tecnologie più avanzate per la riabilitazione, la quale viene scrupolosamente eseguita seguendo i protocolli promossi dal chirurgo stesso.
 
Dott. Khabbazè, quali sono le principali patologie del ginocchio?
“La chirurgia ortopedica interviene per curare le diverse patologie del ginocchio, a seconda della fascia d’età.
Possono essere, soprattutto nelle persone fino ai 50 anni, patologie post traumatiche, a seguito di un infortunio, un incidente o di una brutta caduta, magari durante una partita di calcio. Patologie che provocano lesioni dei menischi, dei legamenti, o fratture osteo cartilaniginee (della cartilagine e dell’osso). Oppure, nei pazienti dopo i 60 anni, si tratta di patologie di tipo degenerativo, che comportano lesioni meniscali e della cartilagine, fino all’artrosi, dove interveniamo con la chirurgia protesica.”
 
Si parla molto di chirurgia artroscopica del ginocchio, di che cosa si tratta?
“Potremmo definirla come una chirurgia videoassistita. Vengono effettuati, sul ginocchio del paziente, due  o tre taglietti di circa sette millimetri attraverso i quali si opera guardando con una speciale telecamera a fibra ottica; tale metodica  consente di praticare, con la massima precisione, diversi tipi di intervento ai menischi o alla cartilagine, ma anche di chirurgia ricostruttiva dei legamenti . Con questa tecnica si realizzano anche trapianti di cartilagine, attraverso l’inserimento di una membrana bio compatibile sulla quale sono state fatte crescere precedentemente le cellule cartilaginee del paziente stesso. La cartilagine è il rivestimento delle articolazioni. Accade che, dopo un trauma questa, in determinate zone dell’articolazione, possa venire danneggiata in modo tale da lasciare esposto l’osso sottostante. In questo caso interveniamo con un trapianto di cellule cartilaginee. E presto, sempre per il trattamento delle lesioni delle cartilagini, realizzeremo anche interventi con cellule staminali.”
 
Quali i progressi della chirurgia del ginocchio?
“Oggi per la cura di molteplici patologie articolari non è più necessario “aprire” il ginocchio da operare, gli interventi vengono praticati con metodiche mini invasive per lo più in day hospital, sia per quanto riguarda gli interventi in artroscopia, sia per quelli di ricostruzione dei legamenti. Le tecniche d’intervento sono sempre più avanzate, così come i materiali utilizzati. Oggi la chirurgia del ginocchio ottiene risultati eccellenti, spesso con recupero totale sia nel paziente sportivo che nell’anziano. E i tempi di recupero, anche se non sono uguali per tutti, si sono ridotti notevolmente rispetto a non molto tempo fa.” 
 
Tra gli interventi più diffusi ci sono quelli di ricostruzione dei legamenti…
“Durante l’intervento vengono ricostruiti i legamenti dell’articolazione danneggiati in seguito a un trauma. Il legamento si ricostruisce utilizzando tessuti analoghi, che possono essere tendini del paziente stesso o di un donatore, o attraverso innesti artificiali. Come nel caso di lesioni complesse, cioè dove sono coinvolti più legamenti, o nelle revisioni, quando si rompe un legamento già ricostruito.”
 
Chirurgia protesica: quali novità?
“Con la chirurgia protesica andiamo a sostituire una parte usurata dell’articolazione. Oggi ci avvaliamo di metodiche innovative, quali la chirurgia computer assistita, e con l’utilizzo di protesi realizzate in diversi materiali e tipologie adatte alle diverse esigenze dei pazienti e delle necessità tecniche del chirurgo come se si trattasse di confezionare un vestito su misura. Per ottimizzare il recupero funzionale ci si avvale, ove possibile, di un approccio chirurgico mini invasivo ossia con il minor traumatismo per i tessuti. Anche in questo caso, la riabilitazione gioca un ruolo fondamentale per una corretta e rapida guarigione del paziente che, dopo essere stato dimesso, viene indirizzato ad un idoneo centro rieducativo per il proseguimento del trattamento.”
 
 
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